Author Archive Pierina Bianchini

Cascina I Carpini

Wilderness…on 4th of July!

Sicuramente chi mi conosce, sa che non posso essere definita una persona sportiva. Ma l’esperienza provata il 4 luglio, merita un articolo. Ebbene eccomi nuovamente negli States per lavoro, ma il weekend del 4 Luglio, il paese si ferma..ed io con lui! Cosa c’è in programma: Shenandoah National Park, il che non mi spaventa, perchè gli Americani hanno reso tutto accessibile a tutti, e girare in un parco in auto è considerato visitare un parco. Ma ahimè, questa volta c’è la sorpresa: una giornata di camminata nella Wilderness: 7,9 miglia, percorso definito “strenuous”. Decidiamo di partire al contrario: 3,5 miles up testano parecchio il mio fisico. La natura che ci avvolge, e ci diventa compagna di viaggio allevia parzialmente la mia mancanza di preparazione fisica, ma non basta. Pensavo veramente di mollare, non vedevo proprio alcuna possibilità sul fatto che io sarei potuta arrivare alla fine! Lungo il percorso incrociamo un gruppo di turisti Cinesi, di un’età che variava dai 7 ai 70 anni. Li abbiamo superati quasi subito, appena iniziato il nostro percorso, mentre stavano di già facendo uno spuntino a base di riso, e abbiamo subito commentato su come non avessero nessuna possibilità di terminare il percorso. In realtà, dopo poco eccoli lì, dietro a noi, ed in un attimo davanti a noi. Mapoco più avanti, li riprendiamo perchè si erano fermati per un altro spuntino, e noi sogghignano nuovamente. Ma ecco che da lì a poco, quando ormai il nostro gruppo comincia ad accusare la stanchezza, ecco nuovamente il gruppo di turisti Cinesi che ci saluta e ci passa davanti. Da li comprendiamo che la loro calma e debolezza apparente, non li rende più vulnerabili di noi, anzi realizziamo in quel momento la nostra debolezza…

La mia amica, forse perchè si sentiva in colpa visto che era colei che aveva voluto farci fare questa esperienza, e visto che tutto il gruppo cominciava ad accusare delle serie difficoltà, iniziò a farci notare la nostra debolezza rispetto al gruppo che ripetutamente ci aveva superato. Il suo modo di fare, il suo incitamento al dimostrare che non potevamo farci battere da un gruppo che apparentemente, per come era composto, doveva essere più svantaggiato di noi, iniziò a farci ragionare in maniera diversa. Tutto il gruppo cominciò a concentrarsi, a guardare il terreno, a trovare il sasso giusto, il terreno più favorevole, in modo da rendere la camminata più fluida e continuativa, senza nessuna dispersione, senza nessun tentennamento su dove dovevamo posare il prossimo passo. Persino io, ho cominciato a non sentire la fatica, ma solamente a respirare, ad essere contenta di dove ero, a pensare che tutti quegli alberi e quelle radici avranno assistito a mille avventure, e che se potessero parlare, potrebbero raccontarci così tante storie. 

Ormai eravamo quasi alla fine, cercavamo di vedere l’altro gruppo, da capire quanto dovessimo calibrare le nostre forze per poterli raggiungere e superare, ma ecco che il tempo cambia, improvvisamente un temporale si abbatte su di noi, ed eccoci lì, a cercare riparo dalle foglie, ed imperterriti proseguiamo, e superiamo fieramente coloro che ormai erano diventati gli avversari. 

Eccoci finalmente alla fine, ce l’abbiamo fatta, ce l’ho fatta, siamo tutti fradici ma contenti, e una pietra particolare, quasi fosse l’entrata di una caverna, ci fa da riparo per il tanto atteso pranzo: persino un panino di fastfood bagnaticcio sembra buono.

Non vi poteva essere miglior 4 Luglio! Abbiamo veramente vissuto lo spirito che guida questa Nazione, in un ambiente che, a dire poco, aveva del fiabesco! Wilderness: il contatto con il nostro Io interno, il nostro Io primordiale, quello che è sempre con noi, ma che spesso non sappiamo ascoltare…eppure la vita sarebbe molto più fluida e scorrevole, se solo imparassimo ad ascoltare.

 

Osteria Francescana: La Mecca dell’ alta cucina.

Ogni musulmano che si rispetti ha l’ obbligo di recarsi, almeno una volta nella vita, in pellegrinaggio a La Mecca; l’ evento è così importante da avere un forte potere purificativo. All’arrivo a La Mecca, lo storico Ibn Battutah osserva : “É una grande città, fittamente edificata. . . La Mecca è situata in una valle sterile, ma la benevolenza di Abramo l’ha colmata di frutti di ogni specie: ho mangiato uva, fichi, pesche e datteri come meglio non se ne trovano nel mondo intero. ”

Beh, il paragone era quasi d’ obbligo: secondo anno consecutivo The World’s 50 Best Restaurants, 3rd Best Restaurant in the World e tre stelle Michelin ( come poteva essere altrimenti visto che ” il santuario” in questione si trova in Via Stella..!), stelle che in Italia possono sfoggiare solo in otto: queste le onoreficenze più blasonate, accanto ad una lunga serie di altre che negli anni, il nostro Maometto italiano  ha conquistato abilmente. Dunque,  da fedele seguace del ” foodismo” ho deciso che fosse arrivato il momento di compiere il mio personale pellegrinaggio e recarmi a Modena. Il viaggio, di per sè impegnativo ( un’ ora e mezza di auto, con 38 gradi all’ ombra all’ andata e bomba d’ acqua al ritorno, al nono mese di gravidanza e non ultimo , la considerevole cifra che avremmo sborsato) , non mi ha scoraggiata e martedì 5 agosto alle 13.04 ci prestavamo a varcare la blindatissima soglia “dorata” .

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All’ ingresso ci attendono uno stuolo di assistenti di sala quasi imbarazzante che ci accompagna al nostro tavolo. L’ ambiente è formale ma ” addolcito” da quadri e creazioni artistiche moderne e curiose. Il servizio è attento e professionale come ci si aspetta da posti di questo calibro ma al limite della freddezza, distaccato, quasi un automatismo, meccanico, dispatico. Francamente me ne infischio e come mi ripeto tutte le volte , penso semplicemente di essere lì per mangiare e non per socializzare, dunque ” acqua naturale per favore, fresca non ghiacciata”… e si comincia, sollevate il sipario. Ci portano subito una mini pagnotta tagliata in quattro , lievito madre of course, con olio toscano ( quale? mistero…) in accompagnamento e grissini all’ olio di oliva…non dimentichiamo che è pur sempre un’ osteria!? Durante il pasto ci servono panini morbidi e croissants salati.

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Il menù é vario ma siamo subito attratti dalle tre proposte di degustazione :

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Personalmente ero indirizzata verso il menù ” sensazioni” ma la prostrante risposa de l cameriere alla mia richiesta di maggiori dettagli circa i piatti, visto anche il mio stato , mi ha entusiasmato come la prospettiva di una cena al Mcdonalds: ” i piatti sono sia di carne che di pesce…” Bah , risposta dalle proprietá nutritive di un ghiacciolo…. Ripiego su quello contraddistinto con il nome ” classici”, sacrificando l’ abbinamento vini consigliato per ovvi motivi, ma che posso riportare in parte.

Il primo piatto è ” tempura di aulla in carpione con gelato di aceto e cipolle”: fritturina istantanea cha nasce dal processo chimico derivante dalla trasformazione della pastella ghiacciata sparata nell’ olio incandescente! Piatto ovviamente croccante, con le sapide aulle marinate in aceto, il gelato aromatico e la dolcezza delle cipolle . L’aceto sarà proprio il leitmotiv di tutto il pasto, ragione per cui , con il senno di poi,  capisco di non aver perso molto non scegliendo l’ abbinamento vini e bevendo semplicemente acqua naturale… il confronto fra qualsiasi vino era arduo e tosto da reggere con l’ aceto balsamico, spesso invecchiato fino a 50 anni! La scelta del sommelier poi di prediligere esclusivamente vini italiani di nicchia , risulta interessante , patriottica, ma non sempre comprensibile… De gustibus non disputandum est….

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A seguire ” viaggio a Modena di un capitone di Comacchio” , definirlo UN è alquanto riduttivo, il capitone la fa da padrone, con un gusto epico, pieno, definito, evocativo….come tutte il piatto. La glassa di saba, mosto cotto, base dell’ aceto balsamico tradizionale di Modena, la cenere di cipolla,  la crema di polenta veneta e la salsa di mele campanine rievocano appunto l’ immaginario viaggio del pesce da Comacchio a Modena. L’ abbinamento ad una birra Beltaine ,con forti sentori di castagne,  dava l’ impressione che il cerchio quadrasse. 10+!

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Terzo round:” Caesar salad” , ovviamente rivisitata in chiave Botturiana , protagonista un bellissimo e verdissimo cespo di insalata multistrato, condito a mò di club sandwich , strato dopo strato , con più di 20 dettagli, tra cui pancetta, colatura di alici, micro cialde di parmigiano, gocce di senape ed emulsioni varie a base di erbe aromatiche, un tripudio di sapori , la degna dipartita di un semplice frutto dell’ orto. Anche qui l’ abbinamento ” alcolico” è semplicemente intuitivo: distillato di Genziana di Boroni ad aromatizzare un bicchiere d’ acqua, l’ affinità erbacea con il piatto é sorprendentemente azzeccata.

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Quarto piatto, quello che come dice la guida Michelin vale il viaggio è ” cinque stagionature del Parmiggiano Reggiano” : deliziosa crema, soffice mousse, sorprendente  gelato, sfiziose cialde e eterea spuma, con stagionature da 18 a 50 mesi, abbinato ad un ribolla gialla di Podversic accattivante. Tripudio da leccarsi i baffi, per chi li ha.

imageIl piatto di mezzo, ” come mangiare cotechino e lenticchie tutto l’ anno” , fa capire quanto lavoro ci sia dietro un piatto all’ apparenza  banale e scontato. Non è mai facile trasformare un piatto tradizionale della cucina popolare in uno di cucina creativa: chapeau! Eccoli dunque, due sorridenti ravioli, fanno da mesti contenitori ad un  cotechino light,  privato di ogni parte grassa grazie alla cottura al vapore di lambrusco e tenere lenticchie: l’ effetto ” ratatouille” è quasi inevitabile.. Back to the past commovente…

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A questo punto se volete prendervi una pausa….è il momento giusto!

Si riparte con un altro piatto che merita il viaggio….” la neve si scioglie al sole”, rivisitazione delle classiche e super collaudate lumache alla bourguignonne, ingentilite dalla mitica spuma all’ aglio dolce, che svanisce appunto come neve al sole, per rivelare un fondo di clorofilla brillante e gocce di whisky torbato che avvolgono amabilmente delle lumache da estasi delle papille gustative ….e SBAM, luce fu!

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La settima portata é ” tutte le lingue del mondo”, ma in realtà la lingua é unica ma abbinata a 5 diverse salse che richiamano i 5 continenti….altra rivisitazione ben riuscita della classicissima lingua bollita. La protagonista ovviamente è irreprensibile, tenera e gustosa grazie alla cottura in appositi involucri ” usa e getta” fatti di carbone vegetale che devono essere rotti ogni volta per liberare il prezioso contenuto; le salse sono a volte troppo ” etniche” ma comunque interessanti a tratti sfrontate e fastidiosamente prepotenti….beh, per dare una botta di vita alla prevedibile lingua bollita direi che ci vuole…

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Il simpatico ” croccantino di foie gras con cuore di aceto balsamico tradizionale di Modena” è un mini concentrato di sapori sprigionato da una cremosa terrina di foie gras posizionata su uno stecco da gelato e avvolta da golosissime mandorle e nocciole. Quando si addenta il peccaminoso ” gelato” si scopre un cuore gudurioso di crema di aceto… Divino!

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Se questo è da considerare il pre-dessert , immaginate il finale…” Una patata in attesa di diventare un tartufo”, altro piatto visionario, riuscitissimo e alternativa creativa al classico dolce finale. La semplice patata , con la sua buccia, viene scavata e la sua polpa utilizzata per preparare un soufflé esplosivo cosparso di lamelle di tartufo, dulcis in fundo una crema ” insaporita” da grani di sale aromatizzati alla vaniglia.. Avete mai assaggiato nulla di più nuovo e sorprendentemente appetitoso? Chissà se alla fine la crisalide si trasforma in farfalla… Un sogno….ma vi consiglio di chiudere gli occhi….il viaggio sarà più intenso!

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Il caffè è accompagnato dalla piacevole pasticceria, finale per nulla scontato…

image… come il conto, 165 euro per il menù, a cui va aggiunto l’ abbinamento vini, otto bicchieri per nove portate, 95 euro e varie e accessori, tipo coperto, acqua e caffè….non per tutte le tasche….ne è valsa la pena? Vale sempre la pena sperimentare nuove filosofie culinarie, anche se il prezzo a mio parere proibitivo è un forte deterrente da bis.

Merita ovviamente una passeggiata il centro di Modena, a misura d’ uomo, vivo e vitale con i suoi negozi storici, di design e bar che sembrano fermi nel tempo….contesto prezioso che rende ancora più facile calarsi nell’ immaginario classico avveniristico  botturiano.

Alla prossima avventura!

Che Bello…un nuovo arrivo!

maniQuesto è un articolo che volevo scrivere ancora qualche mese fa, ma che per scaramanzia ho rimandato fino ad oggi…Cercherò comunque di ricreare l’emozione che ho provato in quell’attimo.

Verso la fine di gennaio, tutti rientrati dai rispettivi  viaggi natalizi, tra influenze e virus vari, sembrava quasi impossibile trovare una data comune per uscire a cena, cosa che, per una blogger come me, diventa un problema di vitale importanza. Ma eccoci finalmente a Bergamo, al Roof Garden, io, Eleonora e le solite amiche.

Aperitivo: due occhi raggianti ed impauriti allo stesso tempo, e poi quelle parole: sono in dolce attesa….Io, un brivido che sale per le braccia, e tanta gioia nel cuore.

Una volta a casa, rifletto….io ed Eleonora ci conosciamo da pochissimo, prima abbiamo deciso d’imbarcarci in questa avventura, ed ora una nuova creatura, simbolo di tutte le passioni, e forse la più grande delle emozioni, quali la vita, arriverà ad arricchirci…Proprio un buon modo per iniziare questo 2014!

Ormai manca poco, qualche settimana… tempo che abbiamo deciso di trascorrere insieme, scrivendo e animando questo blog che per ragioni diverse, ma sempre legate alla vita, abbiamo parcheggiato da qualche mese.

Nei prossimi articoli troverete i ristoranti che più ci hanno allietato in questi mesi.

A te Mattia….sei proprio fortunato, sii puntuale…da buon Vergine! mi raccomando.

 

Identità Golose -parte 1-

GIORNATA INTENSA AD IDENTITÀ’ GOLOSE….

 

L'uovo di seppia o meglio la seppia in un uovo!

L’uovo di seppia o meglio la seppia in un uovo!

Tanto per iniziare: cos’è Identità Golose: è un Congresso di cucina, anzi è “Il Congresso” che celebra la cucina. Una kermesse che dura tre giorni e che vede l’avvicendarsi sul palco di grandi chef e professionisti della buona tavola. Ogni chef  ha circa 45 minuti per presentare i suoi piatti e la sua storia. E’ un occasione per imparare, confrontarsi, ricaricarsi o ,solamente, rivedere degli amici con cui si condivide una grande passione. Quest’anno è la decima edizione, ma è anche la mia prima edizione, non in veste di ristoratrice, ma di blogger. Devo dire che è stata una giornata strana: da ristoratrice, andavo e seguivo attentamente le lezioni, non ho mai nemmeno fotografato un piatto. Da neo-blogger, avrei dovuto fotografare di più, twittare i miei pensieri e cercare di interagire con gli altri blogger sulla pagina di Identità (@IGmi14….seguitela!). All’inizio ci ho provato, ma poi mi sono lasciata trasportare e mi sono goduta la giornata.

Mi sono commossa, con tanto di lacrimuccia, durante la proiezione dei Costardi Bros e di Yoshi Takazawa.

Mi sono inorgoglita quando uno chef della portata di Heinz Beck ha usato la parola Emozione e Passione nel suo video di presentazione.

Sempre la parola Emozione è stata ripresa da Jean Francois Piège, grande chef francese, per spiegare il concetto della sua “cucina emozionale”.

I fratelli Costardi mi hanno fatto ricordare e provare nostalgia per l’atto di creazione di un piatto: penso che, solo chi abbia avuto la fortuna di aver vissuto una complicità tale con un altra persona, da crearci insieme un piatto, possa comprendere l’emozione che si prova.

Yoshi Takazawa mi ha trasmesso tutto il rispetto e il rigore che applica nel suo lavoro. Mi ha commosso il suo spirito di resistenza, il credere nelle proprie capacità, e la sua capacità di ripartire da quello che sembrava essere la fine, e che invece, si è rivelato solo un nuovo inizio.

Piège ha parlato del suo concetto di cucina emozionale: non coincide sempre e necessariamente con il concetto di piatto sublime, ma anche gli ingredienti semplici, possono creare un piatto emozionale.

E poi Heinz Beck….

EMOTIONS DON’T LIE

DO IT WITH PASSION OR DON’T DO IT AT ALL

Ha usato le stesse parole su cui noi abbiamo fondato questa nuova esperienza di EXPO….Emotion for Passion Only! e allora dopo tanti rimpianti, mi sono detta, che forse ho ancora tanto da dare, che la visuale che ho di questo mondo può interessare a qualcuno e che, anche se ora in pochi mi seguono, non è detto che sia sempre così. Forse questo è il modo giusto per poter godere del privilegio di vivere in questo “club della cucina” e allo stesso tempo dare il mio personale contributo, pur non essendo una chef!

Dopo tutto per citare Cracco: ” non dobbiamo far diventare questa nostra passione, solamente autoreferenziale, qualcosa di pochi…ma far passare il messaggio che la cucina è una cosa alla portata di tutti”.

Queste sono solo le mie riflessioni a caldo…per i piatti e le foto…prometto un altro articolo a breve!

 

 

Hotel Delle Alpi e Capannelle: Ottima combinazione!

A volte è difficile scegliere cosa fare nel fine settimana perché  le proposte sono molte e tutte interessanti, quindi se posso, cerco di incastrare tutto, e devo dire, che sono piuttosto brava in questo.

Metti una domenica, tardo pomeriggio di Febbraio, in rientro dopo un piacevole weekend in compagnia di amici nella campagna Piacentina, come potevo rinunciare ad una cena in un bellissimo albergo, con vini ottimi, e un grande chef in cucina????. Quindi lascio la macchina al casello dell’Autostrada, cambio di scarpe (per chi mi conosce, adoro i tacchi!) e salgo in macchina con un compagno di avventura, direzione Tonale. Ecco il paesaggio fiabesco che ci ha accolto…Siamo all’Hotel Delle Alpi! I proprietari  ,gentilmente, ci mostrano la loro cantina privata e la spa. Veramente una calda atmosfera, peccato che domani è lunedì e quindi bisogna tornare a casa…

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La cantina ospite è Capannelle, un mio vecchio amore toscano, e Piercarlo Zanotti, lo chef in cucina. Iniziamo….

La polvere ghiacciata di ostriche, un ricordo del mare in mezzo a tanta neve, è ciò che ha reso speciale il primo piatto che ci è stato servito:bianco di capesanta scottata, pomodoro confit e polvere di ostrica ghiacciata . Lo Chardonnay 2010, inizialmente, vista la sua giovinezza, potrebbe risultare non equilibrato, ma è con l’arrivo della quaglia, con la sua dolcezza, abbinata al retrogusto amarognolo del fegato grasso, che si  esprime al meglio, facendo intravedere le sue vere potenzialità. E’ uno dei pochi vini bianchi italiani con una longevità strabiliante, proprio un anno fa, ho aperto un ottimo 1990!

Si prosegue con un risotto che riprende nella cottura lo stesso vino in abbinamento: il Chianti Classico Riserva 2010. Al centro del risotto, posizionato come in un nido, quasi a sottolineare la sua importanza: un ossobuco di vitello in umido. L’olfatto è ammaliato dal Chianti, mentre il palato è avvolto dal riso che controbilancia l’acidità tipica dei un grandi Sangiovesi.

Devo ammettere che, sulla carta, questo abbinamento mi sembrava essere azzardato ma mi sono dovuta ricredere. La combinazione tra l’annata 2005, più fredda, il gusto lungo e concentrato del baccalà, prima scottato in padella, poi racchiuso in un gomitolo di pasta fillo e fritto, e la punta, dolce, del miele usato per la caponata: hanno saputo creare un interessante alternanza di sapori che hanno stimolato il palato, incentivando il boccone successivo. Il Solare rappresenta, secondo me, l’anima dell’azienda. Interessante osservare l’evolversi del Solare nel bicchiere. Al naso un intrigante punta di liquirizia.

Ed eccoci al vino più famoso della cantina, il 50&50 : il secondo vino al mondo, frutto dell’unione di due vini, provenienti da cantine diverse. Avignonesi vinifica il Merlot, e Capannelle, il Sangiovese. Poi gli enologi, si incontrano e decidono il blend del vino che terminerà il suo affinamento in una delle due cantine. Una volta imbottigliato viene ripartito tra le due cantine, che provvedono alla sua commercializzazione. Nonostante con l’annata 2009, abbiano cercato di dare una maggiore immediatezza al vino, il 50&50  necessita di anni di affinamento in bottiglia, prima di poter esprimere appieno le sue potenzialità.

La cena si è chiusa con una sfoglia di pasta frolla, ricoperta di mele leggermente caramellate in padella,  gelato alla vaniglia e riduzione al vino rosso. Devo ammettere che la mia anima golosa ha avuto il sopravvento, e per un attimo, mi sono dimenticata di dover fotografare , e ho semplicemente goduto del piatto…per fortuna qualcuno mi ha richiamato in tempo!…ma anche questo è sintomo di passione ed emozione.

 

 

Diario di Viaggio….

Ho deciso di portarvi tutti con me in questo viaggio negli States. E` un viaggio verso casa..”Leaving home to go home”. Quindi l’articolo verra’ aggiornato ogni giorno, come un diario.

26 Dicembre

E’ arrivato finalmente il giorno della partenza. Mi manca solo un ultimo dettaglio prima di partire: la marca da bollo per il passaporto. A mia difesa, posso dire che gli ultimi dieci giorni prima della partenza, sono stati molto impegnativi dal punto di vista professionale. Appena arrivata in aeroporto quindi, vado dal tabaccaio ma sorpresa…marche da bollo finite! No…leggero panico: lunga coda al check in e la coppia di amici che mi ha accompagnato in aeroporto non e’ pratica di Milano…Pero’ non c’e’ alternativa:loro si avventurano verso il centro in cerca di una marca da bollo… e io resto in coda. Tutto si risolve e il viaggio comincia….allacciate le cinture e rilassatevi! Sara’ una bella avventura

27 Dicembre

Mi sono dimenticata di dirvi che negli States ho dei carissimi amici che mi ospitano in Maryland, sono la mia seconda famiglia. Sono americani ma sopratutto indiani e quindi vivremo entrambe le culture!

Oggi “Dosa”: un piatto tipico del Sud dell’India. Gli ingredienti sono semplici: Riso Basmati, Lenticchie bianche (Uru Lentil), olio evo

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Mettere a bagno il riso e le lenticchie separatamente e lasciarle nell’acqua almeno 8-10 ore. Scolare riso e lenticchie, conservando un po’ dell’acqua. Frullare le lenticchie usando meno liquido possibile fino ad ottenere una mousse. Ripetere la stessa operazione con il riso, la consistenza da ottenere e’ simile a quella del semolino. Unire i due ingredienti nella proporzione di 2/3 di riso e 1/3 di lenticchie. Scaldare una padella antiaderente, sarebbe perfetta una padella per crepes. Versare un cucchiaio del composto al centro della padella e aiutandovi con il cucchiaio, allargare il composto facendo dei cerchi verso l’esterno. una volta steso il composto (deve essere molto sottile) spennellare con dell’olio la superficie. Moderare la fiamma, il Dosa deve cuocersi ma non bruciarsi. Una volta pronto, arrotolare a cono il Dosa e servire con dei Chutney.

Il Dosa puo’ esssere anche farcito con un composto di patate e cipolle, prima di essere arrotolato. Di solito viene servito con una zuppa chiamata “Samber”.

Dopo cena…tutti pronti a partire per New York City, a quest’ora in 5 ore di macchina, rispettando i limiti di velocita’ siamo a destinazione. Let’s go!

28 Dicembre

Risveglio americano: Beagle and onion cream cheese con qualche goccia di tabasco, succo d’arancia…la colazione che preferisco.

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Ovviamente le possibilita’ sono molteplici: uova, salsicce, cereali…

Pronti via! Ah no un passo indietro…siamo a Flushing, quartiere cinese, quindi prima di prendere la metro, entriamo in questo negozio: te’ con le bolle…

Te’ al frutto della passione

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Te’ con latte e biscotti

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Le bolle non sono altro che delle palline fatte con tapioca, il te’ viene bevuto con cannucce da cui le piccole palline risalgono con il te’ ed in bocca…io mi aspettavo qualcosa che esplodesse, invece solo una sensazione gelatinosa…ecco la mia faccia dopo aver provato

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Prima fermata: Central Park e i Waffles (ho degli amici per cui il cibo e’ un elemento fondamentale…)

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Rockfeller Center e il famoso albero di Natale

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Una buona cioccolata calda….

 

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Times Square

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Passeggiare per New York e’ sempre piacevole, anche se in questo periodo dell’anno e’ veramente “crowdy” cioe’…c’e’ il mondo intero.

29 dicembre

Ieri splendida giornata, temperature stranamente piacevoli per New York. Ma la citta’ mi conosce, sa che non sono una sua fan e che quando decido di avventurarmi in centro…deve concedermi un clima piacevole, se vuole rivedermi ancora! Quindi “so far, so good!”.

Oggi invece Domenica piovosa e fredda, ma era gia’ nei nostri programmi. Festa di compleanno di un amico e una classica giornata in famiglia: cibo sempre pronto sul tavolo in cucina, film sul divano con tanto di coperta, qualche gioco di carte…relax and enjoy!

30 Dicembre

E’ ora di ritornare in Potomac, Maryland. La giornata e’ praticamente tutta dedicata al viaggio di rientro. In questa periodo dell’anno il traffico e’ intenso e quindi ci vorranno 6-7 ore. Ma con un po’ di musica e in buona compagnia, anche il viaggio diventa un avventura! E poi e’ meglio che cominci a pensare cosa cucinare per domani sera…e gia’ domani cena italiana…in quanti siamo? la mia amica Sona mi risponde: ” no, non ho invitato nessuno, siamo solo noi” io incalzo:”cioe’?” Lei: ” venti, venticinque persone..noi!”

L’emozione della giornata: sto rientrando all’una di notte da casa di amici dopo aver guardato un film, e per strada incontro prima un procione che mi attraversa la strada e poi vedo gruppi di piccoli cerbiatti che vicini alle porte delle varie case mangiucchiano…mi si apre il cuore.

31 Dicembre

Adoro cucinare e tanti piccoli aiutanti si sono offerti volontari. Il vero problema e’ che la maggior parte di loro sono vegetariani. Quindi ecco il mio menu’ : cena italiana adattata alla cultura americana e con taglio vegetariano

Crostini con pomodori datterino ed origano

Bruschette calde con pomodorini e mozzarella

Cubotti di Frittata con cipolle e zucchine

Melanzana alla parmigiana

Funghi Portobello fritti

Spiedini di peperoni e zucchine

Funghi  champignon in padella

Ratatouille di patate ed erbe

Bocconcini di pollo al limone e mostarda

e infine una pasta…..

Conchiglie alle verdure (asparagi, peperoni, cipollotto) crema di parmigiano e peperoncino

Per finire

Mousse di cioccolato al latte, scaglie di cioccolato fondente e mandorle

Crema di mascarpone e fragole

Accidenti…che faticaccia! Ma i miei aiutanti sono stati bravissimi…thanksss

01 Gennaio

Eccoci nel 2014….finalmente! Oggi giornata tranquilla, abbiamo tutti sonno dopo una notte di festeggiamenti. Sono invitata un paio di giorni a casa di amici in Virginia. Mi piace la zona in cui abita. Se non si e’ ancora capito, adoro la natura, gli alberi, gli animali…

 

 

 

 

 

 

 

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