Identità Golose -parte 1-

Identità Golose -parte 1-

GIORNATA INTENSA AD IDENTITÀ’ GOLOSE….

 

L'uovo di seppia o meglio la seppia in un uovo!

L’uovo di seppia o meglio la seppia in un uovo!

Tanto per iniziare: cos’è Identità Golose: è un Congresso di cucina, anzi è “Il Congresso” che celebra la cucina. Una kermesse che dura tre giorni e che vede l’avvicendarsi sul palco di grandi chef e professionisti della buona tavola. Ogni chef  ha circa 45 minuti per presentare i suoi piatti e la sua storia. E’ un occasione per imparare, confrontarsi, ricaricarsi o ,solamente, rivedere degli amici con cui si condivide una grande passione. Quest’anno è la decima edizione, ma è anche la mia prima edizione, non in veste di ristoratrice, ma di blogger. Devo dire che è stata una giornata strana: da ristoratrice, andavo e seguivo attentamente le lezioni, non ho mai nemmeno fotografato un piatto. Da neo-blogger, avrei dovuto fotografare di più, twittare i miei pensieri e cercare di interagire con gli altri blogger sulla pagina di Identità (@IGmi14….seguitela!). All’inizio ci ho provato, ma poi mi sono lasciata trasportare e mi sono goduta la giornata.

Mi sono commossa, con tanto di lacrimuccia, durante la proiezione dei Costardi Bros e di Yoshi Takazawa.

Mi sono inorgoglita quando uno chef della portata di Heinz Beck ha usato la parola Emozione e Passione nel suo video di presentazione.

Sempre la parola Emozione è stata ripresa da Jean Francois Piège, grande chef francese, per spiegare il concetto della sua “cucina emozionale”.

I fratelli Costardi mi hanno fatto ricordare e provare nostalgia per l’atto di creazione di un piatto: penso che, solo chi abbia avuto la fortuna di aver vissuto una complicità tale con un altra persona, da crearci insieme un piatto, possa comprendere l’emozione che si prova.

Yoshi Takazawa mi ha trasmesso tutto il rispetto e il rigore che applica nel suo lavoro. Mi ha commosso il suo spirito di resistenza, il credere nelle proprie capacità, e la sua capacità di ripartire da quello che sembrava essere la fine, e che invece, si è rivelato solo un nuovo inizio.

Piège ha parlato del suo concetto di cucina emozionale: non coincide sempre e necessariamente con il concetto di piatto sublime, ma anche gli ingredienti semplici, possono creare un piatto emozionale.

E poi Heinz Beck….

EMOTIONS DON’T LIE

DO IT WITH PASSION OR DON’T DO IT AT ALL

Ha usato le stesse parole su cui noi abbiamo fondato questa nuova esperienza di EXPO….Emotion for Passion Only! e allora dopo tanti rimpianti, mi sono detta, che forse ho ancora tanto da dare, che la visuale che ho di questo mondo può interessare a qualcuno e che, anche se ora in pochi mi seguono, non è detto che sia sempre così. Forse questo è il modo giusto per poter godere del privilegio di vivere in questo “club della cucina” e allo stesso tempo dare il mio personale contributo, pur non essendo una chef!

Dopo tutto per citare Cracco: ” non dobbiamo far diventare questa nostra passione, solamente autoreferenziale, qualcosa di pochi…ma far passare il messaggio che la cucina è una cosa alla portata di tutti”.

Queste sono solo le mie riflessioni a caldo…per i piatti e le foto…prometto un altro articolo a breve!

 

 

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