Hotel Delle Alpi e Capannelle: Ottima combinazione!

Hotel Delle Alpi e Capannelle: Ottima combinazione!

A volte è difficile scegliere cosa fare nel fine settimana perché  le proposte sono molte e tutte interessanti, quindi se posso, cerco di incastrare tutto, e devo dire, che sono piuttosto brava in questo.

Metti una domenica, tardo pomeriggio di Febbraio, in rientro dopo un piacevole weekend in compagnia di amici nella campagna Piacentina, come potevo rinunciare ad una cena in un bellissimo albergo, con vini ottimi, e un grande chef in cucina????. Quindi lascio la macchina al casello dell’Autostrada, cambio di scarpe (per chi mi conosce, adoro i tacchi!) e salgo in macchina con un compagno di avventura, direzione Tonale. Ecco il paesaggio fiabesco che ci ha accolto…Siamo all’Hotel Delle Alpi! I proprietari  ,gentilmente, ci mostrano la loro cantina privata e la spa. Veramente una calda atmosfera, peccato che domani è lunedì e quindi bisogna tornare a casa…

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La cantina ospite è Capannelle, un mio vecchio amore toscano, e Piercarlo Zanotti, lo chef in cucina. Iniziamo….

La polvere ghiacciata di ostriche, un ricordo del mare in mezzo a tanta neve, è ciò che ha reso speciale il primo piatto che ci è stato servito:bianco di capesanta scottata, pomodoro confit e polvere di ostrica ghiacciata . Lo Chardonnay 2010, inizialmente, vista la sua giovinezza, potrebbe risultare non equilibrato, ma è con l’arrivo della quaglia, con la sua dolcezza, abbinata al retrogusto amarognolo del fegato grasso, che si  esprime al meglio, facendo intravedere le sue vere potenzialità. E’ uno dei pochi vini bianchi italiani con una longevità strabiliante, proprio un anno fa, ho aperto un ottimo 1990!

Si prosegue con un risotto che riprende nella cottura lo stesso vino in abbinamento: il Chianti Classico Riserva 2010. Al centro del risotto, posizionato come in un nido, quasi a sottolineare la sua importanza: un ossobuco di vitello in umido. L’olfatto è ammaliato dal Chianti, mentre il palato è avvolto dal riso che controbilancia l’acidità tipica dei un grandi Sangiovesi.

Devo ammettere che, sulla carta, questo abbinamento mi sembrava essere azzardato ma mi sono dovuta ricredere. La combinazione tra l’annata 2005, più fredda, il gusto lungo e concentrato del baccalà, prima scottato in padella, poi racchiuso in un gomitolo di pasta fillo e fritto, e la punta, dolce, del miele usato per la caponata: hanno saputo creare un interessante alternanza di sapori che hanno stimolato il palato, incentivando il boccone successivo. Il Solare rappresenta, secondo me, l’anima dell’azienda. Interessante osservare l’evolversi del Solare nel bicchiere. Al naso un intrigante punta di liquirizia.

Ed eccoci al vino più famoso della cantina, il 50&50 : il secondo vino al mondo, frutto dell’unione di due vini, provenienti da cantine diverse. Avignonesi vinifica il Merlot, e Capannelle, il Sangiovese. Poi gli enologi, si incontrano e decidono il blend del vino che terminerà il suo affinamento in una delle due cantine. Una volta imbottigliato viene ripartito tra le due cantine, che provvedono alla sua commercializzazione. Nonostante con l’annata 2009, abbiano cercato di dare una maggiore immediatezza al vino, il 50&50  necessita di anni di affinamento in bottiglia, prima di poter esprimere appieno le sue potenzialità.

La cena si è chiusa con una sfoglia di pasta frolla, ricoperta di mele leggermente caramellate in padella,  gelato alla vaniglia e riduzione al vino rosso. Devo ammettere che la mia anima golosa ha avuto il sopravvento, e per un attimo, mi sono dimenticata di dover fotografare , e ho semplicemente goduto del piatto…per fortuna qualcuno mi ha richiamato in tempo!…ma anche questo è sintomo di passione ed emozione.

 

 

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